CONTRIBUTI GSE DEL 40% A FONDO PERDUTO PER SPESA IMPIANTI A FONTI RINNOVABILI ISCRITTI A CER + TARIFFA INCENTIVANTE SULL’ENERGIA ELETTRICA CONDIVISA ALL’INTERNO DELLA CER.
Scad. 26 giu 2026

Facility CACER, le regole GSE su tempi e procedure per i contributi PNRR

Cosa cambia per i contributi PNRR alle CACER
GSE pubblica le regole operative aggiornate e fissa al 30 giugno 2026 il termine per la stipula degli accordi di concessione per i contributi PNRR per le CACER (Facility CACER).
Il nuovo impianto del GSE, attuativo dell’articolo 27 del DL PNRR, introduce una gestione centralizzata delle sovvenzioni e modifica in modo sostanziale le tempistiche della misura, spostando il focus dal completamento degli impianti alla chiusura degli accordi.
Le modifiche hanno l’obiettivo di salvaguardare il raggiungimento dei target PNRR, trasformando una scadenza tecnica in una milestone amministrativa.
Le nuove disposizioni prevedono una dotazione complessiva pari a 795,5 milioni di euro e contributi fino al 40% dei costi ammissibili.

La nuova struttura dei contributi PNRR per le CACER
Il nuovo sistema di contributi del PNRR per le Comunità energetiche rinnovabili (CER) o di Gruppo di autoconsumatori si inserisce nella Missione 2, Componente 2, Investimento 1.2 del Piano, dedicata alla promozione delle rinnovabili per autoconsumo e condivisione dell’energia.
Le risorse finanziano impianti a fonti rinnovabili inseriti in configurazioni di comunità energetiche o gruppi di autoconsumatori, localizzati in comuni con meno di 50.000 abitanti. Questo vincolo territoriale resta uno degli elementi strutturali della misura e delimita chiaramente il perimetro operativo.
Il contributo è riconosciuto in conto capitale e può coprire fino al 40% delle spese ammissibili, includendo la realizzazione degli impianti, i sistemi di accumulo, le opere di connessione alla rete elettrica e una serie di attività tecniche e progettuali necessarie alla realizzazione dell’intervento.
Le spese accessorie, come studi preliminari, progettazione, direzione lavori e collaudi, restano finanziabili entro il limite del 10% dell’importo ammesso, mantenendo una struttura coerente con i criteri già previsti dal decreto CACER.
Il GSE subentra al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nei rapporti con i beneficiari, stipulando accordi di concessione e gestendo direttamente l’intero ciclo di vita della misura, dalla selezione dei progetti all’erogazione delle risorse.

Le tempistiche per accordi e lavori
Una delle novità principali del Facility CACER riguarda le tempistiche. Il termine del 30 giugno 2026 viene ridefinito e assume un significato diverso rispetto al passato, diventando la data entro cui il GSE deve concludere gli accordi di concessione con i beneficiari.
Questa scelta consente di allineare la misura alle logiche “performance based” del PNRR, in cui il rispetto delle milestone amministrative è determinante per l’erogazione delle risorse europee.
Per quanto riguarda la realizzazione degli impianti, resta il vincolo dei 24 mesi dalla comunicazione dell’accordo di concessione, con un limite massimo fissato al 31 dicembre 2027. Questo doppio livello temporale introduce una maggiore flessibilità operativa rispetto al quadro precedente, che imponeva il completamento dei lavori entro giugno 2026, ora superato dalle nuove disposizioni.
Come accedere ai contributi PNRR per le CACER
La procedura di accesso ai contributi del PNRR per le CACER  viene resa più chiara nella sequenza delle fasi. Le domande presentate entro il 30 novembre 2025 vengono sottoposte a istruttoria tecnico-amministrativa da parte del GSE. Quest’ultimo ne verifica la conformità ai requisiti normativi, la completezza della documentazione e il rispetto dei vincoli finanziari e procedurali.
Il procedimento si conclude con un provvedimento espresso, che può portare all’ammissione al contributo con indicazione dell’importo massimo riconosciuto e pubblicazione dell’accordo di concessione. Oppure, possono essere chieste integrazioni documentali da fornire entro un termine definito, oppure ancora al rigetto motivato della domanda.
Il tempo ordinario di conclusione dell’istruttoria è pari a 90 giorni, al netto delle sospensioni legate alle richieste di integrazione.
Nel caso in cui le richieste ammissibili superino la dotazione finanziaria disponibile, pari a 795,5 milioni di euro, i progetti vengono inseriti in un elenco di riserva ordinato cronologicamente. Lo scorrimento avviene in funzione di eventuali rinunce o nuove disponibilità finanziarie, mantenendo un criterio temporale rigido nella selezione.
Le modalità di erogazione del contributo
Le modalità di erogazione dei contributi vengono dettagliate in funzione della dimensione degli impianti. Il meccanismo prevede una combinazione di anticipazione, eventuale quota intermedia e saldo finale. La struttura consente di adattare il flusso finanziario allo stato di avanzamento del progetto.
Per gli impianti di potenza più contenuta è possibile ottenere un’anticipazione fino al 30% del contributo massimo, oppure richiedere direttamente il saldo. Per impianti di dimensioni maggiori, si introduce anche la possibilità di ricevere una quota intermedia pari al 40%. La condizione è che sia stato realizzato almeno il 40% dell’investimento e comunicato l’avvio dei lavori.
L’anticipo è subordinato alla presentazione di una fideiussione bancaria o assicurativa pari al 100% dell’importo richiesto, con requisiti stringenti di eseguibilità e verificabilità. Il saldo finale viene erogato solo dopo l’entrata in esercizio dell’impianto, la richiesta di accesso alla tariffa incentivante e la rendicontazione completa delle spese sostenute entro i termini previsti, pari a 120 giorni dall’entrata in esercizio.

Facility CACER, i vincoli da rispettare
I progetti che accedono ai contributi del PNRR per le CACER devono rispettare un insieme articolato di requisiti tecnici, ambientali e finanziari. Gli impianti devono essere di nuova costruzione o derivare da potenziamenti. Devono avere una potenza non superiore a 1 MW ed essere localizzati in comuni con popolazione inferiore a 50.000 abitanti. Devono inoltre essere inseriti in configurazioni di comunità energetiche o gruppi di autoconsumatori.
Un elemento centrale è rappresentato dal rispetto del principio DNSH, che impone l’esclusione di attività legate ai combustibili fossili, agli impianti di incenerimento e alle discariche, salvo limitate eccezioni. La misura è classificata con coefficiente climatico pari al 100%, in quanto interamente orientata alla riduzione delle emissioni e all’incremento della produzione da fonti rinnovabili.
Sul piano finanziario, viene ribadito il divieto di cumulabilità con altri strumenti di finanziamento europei sugli stessi costi ammissibili. L’obiettivo è evitare forme di doppio finanziamento e garantire la coerenza con il quadro normativo dell’Unione.

Quali modifiche progettuali sono ammesse?
Le nuove regole chiariscono anche il perimetro delle modifiche ammissibili nei progetti finanziati attraverso i contributi del PNRR per le CACER. È possibile intervenire su aspetti tecnici come la connessione alla rete o modificare la configurazione della comunità energetica. Questo avviene senza perdere il diritto al contributo, purché restino invariati i requisiti fondamentali dichiarati in fase di domanda.
Viene inoltre consentito il passaggio dell’impianto a un’altra configurazione compatibile o l’inserimento in una diversa comunità energetica, senza obbligo di comunicazione preventiva. L’informazione viene trasmessa dal referente della configurazione al momento della richiesta di accesso al servizio di autoconsumo diffuso.
Diversamente, le modifiche soggettive che comportano la perdita dei requisiti, come il cambio di dimensione aziendale o la perdita delle condizioni di ammissibilità, obbligano il beneficiario a comunicare tempestivamente la variazione e a restituire eventuali somme già percepite.

Il ruolo del GSE
Il GSE assume un ruolo centrale nella gestione dei contributi, diventando il soggetto responsabile delle verifiche, dei controlli e dell’eventuale revoca delle agevolazioni. Le attività includono controlli amministrativi, verifiche antimafia, accertamenti sull’assenza di conflitti di interesse e controlli sul rispetto del divieto di doppio finanziamento.
Il sistema si fonda su strumenti di tracciabilità come il codice CUP, che consente di monitorare ogni intervento sotto il profilo finanziario e procedurale. Questo garantisce trasparenza e controllo sull’utilizzo delle risorse pubbliche. Questo rafforzamento dei controlli si inserisce nella logica complessiva del PNRR, che richiede un monitoraggio continuo e puntuale del raggiungimento degli obiettivi.

Da: Rivista Rinnovabili